Grano estero - Sai da dove viene il grano che mangi? - Pasta Santoni
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Grano estero – Sai da dove viene il grano che mangi?

Ecco tutti i trattamenti che subisce il chicco di grano estero prima di arrivare in Italia

 

Tempo di lettura medio: 4 minuti

 

Si parla spesso di grano estero come prodotto “sicuro”.

Ma tu sai da dove viene?

Sapevi che le leggi che regolano l’uso di pesticidi sono molto più elastiche all’estero?

Ebbene sì, in Italia abbiamo le leggi più attente alla salute del consumatore di tutto il mondo.

Grazie soprattutto alle nostre aziende agricole che mantengono la nostra tradizione sulla coltivazione del grano duro.

Ma all’estero le cose cambiano.

Vediamo insieme cosa ha di diverso il grano estero dal grano italiano.

 

Cosa si nasconde dietro l’etichetta della pasta con grano estero UE e non UE?

 

Con questo articolo ti voglio far conoscere una perla di agrotecnica di cui si fregiano alcuni dei nostri concorrenti più agguerriti sul mercato mondiale del grano duro.

Quel grano estero che molte aziende trasformatrici italiane importano per farci la pasta italiana, che ha ben poco di “Made in Italy”.

Ma andiamo con ordine. 

Il grano duro è una specie originaria del Medio Oriente, nel nostro ambiente Mediterraneo è arrivato 10 mila anni fa.

Per le sue naturali caratteristiche è considerato una coltura a semina autunno-vernina con maturazione e raccolta in estate.

La spiga sana al sole ed al caldo, elementi fondamentali per un grano sano

In parole povere, si semina in autunno e si raccoglie in estate, quando la spiga è bella dorata.

 

In altre parti del Mondo (Canada, USA, etc.) invece viene coltivata a ciclo primaverile estivo, con raccolta di granella tra fine estate ed inizio autunno.

La crescita del grano è quindi spostata in avanti per i climi rigidi.

Climi dove il grano duro o il grano tenero non potrebbero mai crescere senza un’agricoltura industrializzata e senza  sostanze chimiche:

  • diserbanti in grandi quantità
  • pesticidi

Questa coltivazione innaturale, è dovuta alla posizione geografica dei territori del Canada e degli USA dove è maggiormente diffusa la coltivazione.

Sono di Stati settentrionali molto freddi immediatamente al di sotto del Circolo Polare Artico!

Una differenza abissale rispetto all’ambiente naturale del grano duro.

Un campo di grano estero senza sole al freddo e bagnato

Il sole, il caldo della nostra estate mediterranea semplicemente non esistono. 

Ma perché è importante il clima giusto?

Semplice, se il clima manca è la chimica a dover fare il lavoro della natura.

Sul piatto di pasta fatta con grano estero canadese o da altri paesi, a te arriva tutta questa chimica.

Ora te lo spiego nel dettaglio.

 

Cosa avviene in questi territori, quando la semina è ritardata e quando l’autunno è freddo e piovoso?

Avviene che la granella ha difficoltà a maturare.

Con le prime piogge di fine estate, si sviluppano all’interno del campo di grano estero delle piante infestanti tenere tenere – che rendono le operazioni di mietitrebbiatura molto difficoltose.

Il campo di grano sembra una risaia.

Le piogge e l’umidità fanno proliferare le muffe, da qui si creano le micotossine sul chicco

Questa estrema umidità fa crescere sul chicco funghi e muffe, tra Aspergillum e Fusarium, che caricano il grano di micotossine, dannose per l’uomo.

Se vuoi approfondire sulle micotossine leggi il nostro articolo.

Questi sono i problemi se coltivi grano dove non crescerebbe mai, ma come li risolvono?

 

Cosa sperimenta l’agricoltore Americano per far crescere il suo grano?

 

Immagina il campo di grano estero in autunno, intriso di acqua e con poco sole, dove per forza di cose ci saranno erbe infestanti, che non matura in modo naturale.

Come levare le erbacce e far seccare con il grano?

Con un “bel” trattamento al glifosato!

7-14 giorni prima della raccolta fanno il cosiddetto “trattamento pre-mietitura”:

Il grano “matura” rapidamente…

…ma sarebbe meglio dire che si secca – come seccano le piante infestanti, uccise dal diserbante.

Il grano non ben maturo con le erbacce indesiderate è pronto per il trattamento

E così risolvono il problema di un clima ostile.

Praticamente si stermina tutto il campo, seccando anche il grano con queste dosi elevate di diserbante.

Dopo il trattamento si raccolgono le “carcasse” dal terreno intossicato.

 

Il grano estero è pronto per l’esportazione!

 

L’aggravante è che si tratta di una pratica comunissima in questi territori.

 

Ci sono moltissimi siti internet che dettano le 5 regole per l’applicazione pre-raccolta al glifosato, e dove ogni agricoltore americano può andare ad attingere.

 

Perdipiù, sono siti sponsorizzati dalle istituzioni pubbliche.

 

Sul sito del Ministero dell’Agricoltura dell’Ontario (Canada) ad esempio si possono trovare:

  • i vantaggi del glifosato
  • quando e quanto applicare
  • cautele per il personale   

 

Oramai sono moltissime le colture che utilizzano questa tecnica ricorrendo al glifosato, se non tutte.

 

Altro aspetto non secondario:

 

Secondo alcuni studi americani, il trattamento pre-mietitura “migliora” la qualità del glutine del grano trattato!

Peccato che non c’è alcun fondamento scientifico per quest’affermazione.

Come appare una spiga attaccata dalle muffe (Fusarium)

 

I ricercatori dicono proprio il contrario

Il glutine assieme alle micotossine creano una pericolosa combinazione nel nostro intestino.

 

Abbiamo detto che nel campo di grano estero coltivato in clima freddo c’è molta umidità, che la pianta non riesce a combattere.

Se la pianta è debole e c’è tanta umidità arrivano i funghi e le muffe sul chicco e sulla spiga.

Queste muffe producono delle sostanze tossiche per l’uomo, che rimangono nel chicco.

 

Una micotossina in particolare, il DON deossinivalenolo, danneggia i villi dell’intestino.

 

Questo apre la strada all’ingresso del glutine nel sangue – che porterà ad intolleranze.

Se vuoi saperne di più sul DON leggi questo articolo dove ho raccolto tutte le informazioni degli ultimi studi scientifici.

Ma non finisce qui.

Perché nel sangue entrano anche altri veleni che si sono accumulati con questi metodi di produzione.

Ecco cosa succede al chicco di grano quando si riempie di muffa e micotossine

 

Altre micotossine, come le Aflatossine, aumentano del 45% le possibilità di sviluppare un carcinoma epatico.

 

Infatti L’AIRC le classifica come cancerogene. Leggi qui lo studio.

 

La cosa paradossale è che a quanto pare il l’americano, il farmer, è pure convinto che con il trattamento pre-raccolta innalza il livello proteico del grano!

 

Ora, come ben sappiamo, il glifosato è vietato in Italia per colture destinate al consumo alimentare.

 

E’ previsto il suo utilizzo soltanto per trattare erbe infestanti, in maniera molto controllata per evitare contaminazioni. Così ha decretato l’Ufficio per la Sicurezza e regolamentazione dei prodotti fitosanitari.

 

Il governo Canadese invece ne consiglia l’uso, avverte però gli agricoltori di non utilizzare, il grano prodotto dai raccolti trattati con glifosato, come seme.

Strano eh?

Questo seme malato abbatte la capacità germinativa e le piante nate dai semi trattati nascono malate: potrebbero essere affette da rachitismo e deformi.

Questo è dato dalle capacità che ha il glifosato di alterare il DNA del chicco di grano.

 

Quindi il glifosato che RIMANE NEL CHICCO:

– Lo altera

– Lo fa ammalare

– Non riesce neppure a germinare.

 

 

Cosa farà quel chicco di grano estero nel tuo organismo?

 

In uno studio più specifico sulle applicazioni del glifosato pre-mietitura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della FAO, si sono riscontrati residui di erbicida sul grano e sul macinato da esso derivato.

 

Un altro studio canadese sul grano duro ha evidenziato che i trattamenti con glifosato a dosi elevate possono far accumulare nelle cariossidi residui di diserbante ben superiori ai limiti di legge.

Se vuoi approfondire sul glifosato e sugli effetti che ha sulla tua salute leggi questo articolo.

Siccome il consumatore sei TU, allora ti faccio una domanda:

 

Sai come difenderti?

 

Io una soluzione te la posso dare.

Compra solo pasta da aziende che:
1. hanno una filiera chiusa e controllata,

 

2. lavorano solo (e dico SOLO) materie prime 100% italiane.

 

Questo è l’unico modo per avere la certezza e la sicurezza di trovare prodotti unici e sani senza questo micidiale ingrediente che porta il nome di GLIFOSATO!

 

Se sei un consumatore e

vuoi saperne di più su quello che mangi,

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