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Decreto grano e pasta – cosa c’è davvero dietro le etichette?

La guerra del grano tra Europa e Italia, il decreto grano 26 luglio 2017 di cui nessuno parla

Tempo di lettura medio: 3 minuti

 

20 Luglio 2017 – Bruxelles ha bocciato la proposta italiana di indicare l’origine del grano sulle etichette della pasta.  

L’Italia si ribella e va contro l’Europa…

L’europa dice NO all’Italia per favorire le importazioni di grano estero

….ma è davvero così?

La richiesta italiana all’Unione era stata inviata qualche mese prima, supportata dai ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo economico Carlo Calenda, sperando di portare a casa un risultato positivo, come era successo per il latte.

Ma non è stato così.

 

Il progetto italiano di indicare la provenienza delle materie prime con chiarezza sulle confezioni di pasta secca, è stato bocciato.
Troppi interessi contrastanti in Europa sull’origine del grano?

 

I due ministri italiani hanno deciso di firmare un decreto grano che va in direzione opposta

 

Il decreto origine del grano del il 26 luglio 2017 prevede che entro 180 giorni ci sia l’obbligo di indicare l’origine del grano duro e del riso sulle etichette dei prodotti.

Ma ancora oggi siamo ancora in alto mare.

Il provvedimento dovrebbe avere una durata sperimentale di due anni. Si tratta di una mossa a sorpresa decisa in un incontro tra i due ministeri, che crea un certo imbarazzo.

È possibile che l’Europa sanzioni l’Italia, ma nel frattempo è entrato in vigore il nuovo decreto grano e pasta  sull’etichettatura obbligatoria, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

 

Cosa dice il decreto grano, sarà davvero utile?

Il decreto grano e pasta prevede l’etichettatura obbligatoria sulle confezioni di pasta secca prodotte in Italia.

Il decreto ministeriale n. 113532/2017 prevede infatti che in etichetta si indichi il Paese di coltivazione del grano ed il Paese di molitura, ossia il paese in cui il grano è stato macinato. Ma la catena di montaggio non finisce qui.

Se queste fasi di produzione avvengono in più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi non UE.

Da dove verrà questo grano? Troppo nebulose le etichette della pasta

 

Ecco le mie prime perplessità:


1. A te basta sapere “non EU”? Turchia?Canada?
2. E se fosse Europeo, da dove?
3. Il risultato finale nella confezione della pasta, sarà chiaro per tutti?

 

Ma il decreto grano e pasta continua dicendo che se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

Io mi chiedo invece:

 

Ma se è un 92%, che diciamo?
“Made in Italy”?

 

 

Poca chiarezza per il consumatore

Il decreto grano sull’etichettatura della pasta non è chiaro, denuncia subito la Coldiretti.

La Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti si oppone affermando che di fatto si legittima il grano duro estero, che spesso non ha superato i controlli per:

Troppe sostanze tossiche e pesticidi cancerogeni ritrovati nel grano estero allarmano i consumatori italiani

  • Aflatossine
  • Deossinivalenolo, DON
  • Glifosato
  • Zearalenone

Tutte sostanze tossiche potenzialmente dannose per la salute umana.

Se vuoi approfondire sui rischi per la salute del grano estero puoi leggere questi articoli sul DON e sul glifosato.

Contro ci si mette pure l’Aidepi, Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane.

Loro dicono che la formula adottata è sbagliata e confonde il consumatore.

Ma sono loro i primi a giovare dalle importazioni di grano duro estero.

 

Ma tutte quelle sostanze chimiche non li preoccupano forse?

Il decreto grano prevede una fase di 180 giorni per l’adeguamento delle aziende a nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte, ma poco fino ad ora si è mosso.

Prova ad andare al supermercato e guarda tu stesso se questo decreto sull’origine del grano è stato applicato.

 

Intanto le piccole aziende che sostengono la vera matrice della pasta Italiana, si fanno tante domande.

In tutto questo, dove sta la filiera CONTROLLATA?

 

Tu come puoi sapere da dove arriva REALMENTE il grano?

Con questo decreto grano in Italia si inizia ad informare di più noi consumatori? O sono i soliti giochi?

 

Da una parte la presunta maggior chiarezza nelle etichette…

…dall’altra questi paesi esteri tra Paesi UE e NON UE messi allo stesso piano di un VERO MADE IN ITALY.

Bruxelles o la Capitale sono molto lontane dalle nostre realtà regionali.

Tu pensi sia un modo sensato di promuovere i nostri prodotti d’eccellenza?


Il nostro grano italiano, la nostra pasta antica e di tradizione, dove vanno a finire?

E’ evidente: tra le righe di queste oscure diciture…

E ci sono ancora molte domande che rimangono irrisolte nella vicenda dell’etichettatura pasta secca.

Se vuoi approfondire sul “Made in Italy” della pasta ho scritto questo articolo dove troverai altre informazioni molto interessanti.

 

 

Noi di Pasta Santoni stiamo con i piccoli artigiani d’eccellenza.

 

Noi, da grano duro ITALIANO 100% MARCHIGIANO dell’azienda Agricola Mancini, aggiungiamo solo uova del nostro allevamento ovvero prodotti che vengono da una FILIERA veramente controllata.

 

Perché siamo noi a controllarla personalmente. E anche tu puoi vederla con i tuoi stessi occhi. Guarda tu stesso la nostra filiera qui.

La vera arte della pasta non si nasconde dietro un etichetta.

La vera arte della pasta è quella che mostra a te da dove viene il prodotto.

E nel caso di Pasta Santoni si tratta di un prodotto unico, che arriva dalle nostre colline marchigiane.

 

Il grano italiano 100% marchigiano della nostra pasta

 

Il nostro territorio.

Non quello che conviene per fare “grandi numeri”,

ma quello dove abbiamo il cuore.

Quello dove facciamo crescere i nostri figli.

 

 

 

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